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Vittorino Boem: sull’esito del referendum sulla fusione

“La netta vittoria del “NO” al Referendum sulla fusione tra Codroipo e Camino al Tagliamento è un chiaro segnale non solo alle amministrazioni di Marchetti e Locatelli, ma a tutta la politica locale: chi cerca di fare il proprio interesse personale giocando sul destino delle comunità viene bocciato.

La maturità dell’elettorato dei due Comuni è riuscita a vedere oltre quell’indecente cortina fumogena di propaganda, che per settimane ha tartassato i cittadini. Propaganda (non informazione) gestita dal sistema che ha espresso il sindaco Marchetti, e pagata con immense risorse pubbliche, a danno della vera informazione ai cittadini. Ancor prima dell’espressione sul maldestro progetto di fusione calato dall’alto dai due Sindaci, c’è stato quindi un giudizio sullo stile politico oltre che amministrativo usato da Marchetti e da chi gli sta intorno.

Inoltre, ciò che ha fallito è la strumentalizzazione delle fusioni in chiave anti-UTI, e per questo i due Sindaci penso dovrebbero portare al più presto, nel primo consiglio comunale utile, l’ingresso di Camino al Tagliamento e di Codroipo nell’UTI Mediofriuli. Questo arginerà, almeno parzialmente, l’emorragia di leadership di Codroipo, e darà stabilità ai servizi ai cittadini di Camino, che proprio questo chiedono.  Subito dopo, sono indispensabili le loro dimissioni.

Il voto ha premiato infine la concretezza e determinazione dei comitati del NO, che sono riusciti nel difficile compito di veicolare una corretta e completa informazione alla cittadinanza, senza avere a disposizione le enormi risorse bruciate da Marchetti e Locatelli per la campagna referendaria. Comitati che sono stati in grado di mettere assieme le appartenenze politiche con la partecipazione dei cittadini di Codroipo e Camino.

Da questo gruppo di persone credo debba nascere un percorso di rilancio amministrativo e politico dei due Comuni, usando competenza, capacità di ascolto, inclusione e coinvolgimento. A questo gruppo e a chi con esso lavorerà sarà richiesto di avere una visione a lungo termine.

Visione prospettica che passerà anche, in tempi contenuti ma con la diretta partecipazione e la piena condivisione delle popolazioni coinvolte, da una vera ipotesi di fusione tra Codroipo, Camino al Tagliamento, Varmo e Bertiolo. Propedeutico a tale passaggio sarà un percorso di riorganizzazione di uffici e servizi, con la loro messa in comune da parte dei Comuni coinvolti attraverso l’UTI. Il fine è quello di contenere la spesa di denaro pubblico, a favore di investimenti e migliori servizi ai cittadini. Alla fine sarà più naturale per tutti aderire ad un nuovo comune, che soltanto allora sarà sentito proprio da tutti. Così come la scelta del nome del nuovo ente dovrà avvenire con una partecipazione diffusa e in tempi condivisi.”

 

Vittorino Boem, consigliere regionale PD Codroipo e Camino al T.

“Ze tonade!” (cit.) – L’analisi del risultato del referendum sulla fusione

Un risultato importante quello di ieri, domenica 19 giugno. La vittoria del NO in entrambi i comuni ha dimostrato ancora una volta che lo sguardo dei cittadini anche se a volte può sembrare distratto è comunque sempre attento e critico nei confronti degli amministratori della res pubblica.

Ha insospettito fin dall’inizio questa velocità e il fatto che si fossero rinviate le elezioni a Codroipo. Così come non sono piaciuti i 130.000 € di fondi pubblici spesi per una massiccia campagna promozionale per il SI che non spiegava niente sui reali effetti di una fusione, ma che chiedeva solo di “staccare un assegno in bianco” nei confronti dei due sindaci promotori.

Un risultato che è anche un impegno per il futuro: il motto “dire NO per un altro si” a mio avviso ha racchiuso egregiamente la volontà dei cittadini; una bocciatura che sottintende la volontà di dare forma a un progetto di fusione più ampio, serio e condiviso, che guardi a tutte le comunità del codroipese e che sia veramente l’architrave dell’Amministrazione che verrà. Un aspetto questo, che trova fondamento anche nella composizione dei due comitati del NO, che è andata oltre alle tradizionali casacche partitiche, e che ha fatto prefigurare quindi un movimento di cittadini prima ancora che di gruppi politici.

Quello che chiediamo ai due sindaci è di rispettare la volontà popolare, facendo entrare i due comuni nell’UTI del Medio Friuli, cioè in quella grande comunità che da vent’anni ci lega gli uni agli altri quelle comunità che si trovano lungo quei due assi immaginari che sono rappresentati dalla strada Napoleonica e dalla Pontebbana. Con questo voto la volontà dei cittadini codroipesi è stata chiara: riguadagnare il ruolo di capofila di tutto il Medio Friuli.

Ora dobbiamo guardare al futuro, perché si voterà a Codroipo tra ottobre e novembre ebisogna lavorare per costruire una proposta amministrativa che si basi su quanto emerso da questa campagna referendaria, che parta da quella piattaforma che questi comitati del NO hanno rappresentato.

Insomma questo referendum è stato solo  il primo passo di un percorso più grande.

Nicolò Berti, segretario PD Codroipo e Camino al T.