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Profughi e povertà

Fanno sorridere e preoccupare le dichiarazioni del sindaco Marchetti riportate dalla stampa domenica 13 marzo: sorridere perché per nascondere le assenze e le inefficienze della propria Giunta, il Sindaco ricorre al vecchio trucco dello scarica-barile, accusando una volta il Governo nazionale, una volta la Regione; preoccupare perché in questo suo tentativo cerca di mettere uno contro l’altro chi si trova in condizioni svantaggiate, riutilizzando il vecchio slogan che recita “gli immigrati ricevono più soldi degli italiani”.

Sono parole pericolose quelle usate dal Sindaco Marchetti, perché accendono la miccia dell’odio sociale sia da una parte che dall’altra. Davanti all’incapacità di far fronte a problemi macroscopici come l’arrivo dei profughi e il persistere delle difficoltà economiche per molte famiglie, il Sindaco cerca di scaricare le proprie responsabilità trovando dei capri espiatori facilmente attaccabili. I poveri sono poveri, che vengano dal Veneto, dalla Francia, o dalla Slovenia. Non esistono poveri di seria A e poveri di serie B, l’unico criterio per accedere ai servizi di assistenza dovrebbe essere quello di aver contribuito alla fiscalità generale, perchè pagando le tasse, ad esempio quando si aveva ancora un lavoro, si è potuto farsi che quel servizio a cui adesso si chiede aiuto potesse esistere per tutti (come la scuola pubblica, la sanità gratuita, ecc.).

La democrazia non è solo un concetto ideale, è una prassi amministrativa che permette di ridurre i problemi attraverso il dialogo e il confronto con più attori. Solo in questo modo si riesce ad avere una visione di insieme e quindi attivarsi per risolvere efficacemente i problemi. Un principio che doveva essere applicato anche nel processo di fusione con la vicina Camino al Tagliamento,  e che invece si è caratterizzato per la sua velocità estrema, portando come unici risultati, ad oggi, quello di rinviare le elezioni a Codroipo e di aprire delle possibili fratture con i comuni limitrofi, che a questo percorso di fusione avrebbero voluto partecipare se fosse stato guidato in modo più partecipato e con tempi congrui.

Gli strumenti per far fronte alle difficoltà non mancano: per quanto riguarda la questione dei profughi, il sistema SPRAR funziona se vi sono dei sani rapporti tra le istituzioni coinvolte (e non comportamenti partigiani, dove ci si rapporta solo con le istituzioni considerate “amiche”); mentre per quanto riguarda la lotta alla povertà, il “Reddito Minimo”, la Carta famiglia, e la riduzione dell’addizionale IRPEF (che con la Giunta Marchetti è triplicata anziché ridursi), sono esempi di ammortizzatori efficaci se attivati e portati a conoscenza dei cittadini. Gli strumenti insomma sono molti, ma se anziché rimboccarsi le maniche si preferisce spendere le proprie risorse nel costruire una cortina fumogena per nascondere le  proprie lacune, è chiaro che questi problemi tenderanno ad acutizzarsi.  Ma faccia attenzione il sindaco Marchetti, perché per disperdere il fumo basta solo che il vento soffi in direzione contraria.

 

Nicolò Berti, segretario PD Codroipo

Parigi, un altro attentato alla libertà

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Sette violenti attentati terroristici hanno scosso ieri sera la capitale francese, uccidendo circa 120 persone. Oggi sono molti i messaggi e le parole di conforto e sostegno alla Francia, ma questi attentati (proprio come quelli di Charlie Hebdo) non colpiscono solo il popolo francese, ma tutti noi perchè mirano alle nostre libertà fondamentali (di espressione, di sicurezza personale, di autodeterminazione).

Senza dilungarmi in discorsi che non aggiungerebbero niente a ciò che in molti stanno già dicendo (in televisione, sui social, ecc.), vi propongo due immagini:
La prima è della campagna “not in my name” (non a nome mio), promossa da moltissimi giovani mussulmani di tutto il mondo che hanno sentito il bisogno di prendere le distanze, dopo la strage di Charlie Hebdo, da un estremismo che non è l’ovvia e inevitabile conseguenza delle parole scritte nel Corano, come molti populisti nostrani vorrebbero farci credere. Un’immagine ancora attuale.
La seconda è una foto che ho scattato personalmente a Codroipo, dell’abitazione di una nostra concittadina di origini francesi, questo per ricordarci che vivere in “isole felici” e relativamente tranquille (come il nostro Friuli), non ci isola da un mondo che intorno a noi continua a girare. Gli accadimenti anche se lontani migliaia di chilometri, ci coinvolgono anche qui nel nostro piccolo. Non dobbiamo mai perdere questa consapevolezza, isolandoci (psicologicamente e politicamente) nel nostro “bel piccolo”, solo così eviteremo di ritrovarci improvvisamente sopraffatti da una realtà che fino a quel momento ignoravamo.

 

Nicolò Berti, segretario PD Codroipo