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“Ze tonade!” (cit.) – L’analisi del risultato del referendum sulla fusione

Un risultato importante quello di ieri, domenica 19 giugno. La vittoria del NO in entrambi i comuni ha dimostrato ancora una volta che lo sguardo dei cittadini anche se a volte può sembrare distratto è comunque sempre attento e critico nei confronti degli amministratori della res pubblica.

Ha insospettito fin dall’inizio questa velocità e il fatto che si fossero rinviate le elezioni a Codroipo. Così come non sono piaciuti i 130.000 € di fondi pubblici spesi per una massiccia campagna promozionale per il SI che non spiegava niente sui reali effetti di una fusione, ma che chiedeva solo di “staccare un assegno in bianco” nei confronti dei due sindaci promotori.

Un risultato che è anche un impegno per il futuro: il motto “dire NO per un altro si” a mio avviso ha racchiuso egregiamente la volontà dei cittadini; una bocciatura che sottintende la volontà di dare forma a un progetto di fusione più ampio, serio e condiviso, che guardi a tutte le comunità del codroipese e che sia veramente l’architrave dell’Amministrazione che verrà. Un aspetto questo, che trova fondamento anche nella composizione dei due comitati del NO, che è andata oltre alle tradizionali casacche partitiche, e che ha fatto prefigurare quindi un movimento di cittadini prima ancora che di gruppi politici.

Quello che chiediamo ai due sindaci è di rispettare la volontà popolare, facendo entrare i due comuni nell’UTI del Medio Friuli, cioè in quella grande comunità che da vent’anni ci lega gli uni agli altri quelle comunità che si trovano lungo quei due assi immaginari che sono rappresentati dalla strada Napoleonica e dalla Pontebbana. Con questo voto la volontà dei cittadini codroipesi è stata chiara: riguadagnare il ruolo di capofila di tutto il Medio Friuli.

Ora dobbiamo guardare al futuro, perché si voterà a Codroipo tra ottobre e novembre ebisogna lavorare per costruire una proposta amministrativa che si basi su quanto emerso da questa campagna referendaria, che parta da quella piattaforma che questi comitati del NO hanno rappresentato.

Insomma questo referendum è stato solo  il primo passo di un percorso più grande.

Nicolò Berti, segretario PD Codroipo e Camino al T.

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