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Fusione: i nostri emendamenti (respinti dal Consiglio di Codroipo)

Riportiamo sinteticamente di seguito gli emendamenti alla delibera sulla fusione tra Codroipo e Camino, elaborati dal circolo e presentati al consiglio comunale di Codroipo il 28 gennaio, con il sostegno di Progetto Codroipo e del Gruppo Gigante:

  1. Ampliamento della fusione a Varmo e Bertiolo

La delibera Marchetti-Locatelli non considera la possibilità di ampliamento della fusione a Varmo e Bertiolo. Con la nostra modifica prevedevamo “l’opportunità di un ampliamento di tale fusione ai limitrofi comuni di Bertiolo e Varmo che condividono con i comuni di Codroipo e Camino al Tagliamento un pluriennale impegno nelle politiche di ambito e nella razionalizzazione dei servizi alla cittadinanza” . Respingendo tale modifica si è dimostrata la volontà di chiudere la porta a questi due comuni.

  1. Il nome

La delibera Marchetti-Locatelli prevede come nome “Codroipo – Camino”. Ritenendo che l’identità di Camino non stia unicamente nel nome, bensì nei valori che legano la sua comunità, e che il duplice nome “Codroipo- Camino” contribuisca a mantenere una forma di separazione tra le due popolazioni,  la nostra modifica prevedeva come nome solo “Codroipo”.

  1. Il referendum

La delibera Marchetti-Locatelli prevede che il referendum si tenga in una data “non antecedente la seconda settimana del mese di maggio 2016 e non successiva alla prima settimana di luglio 2016”. Con la nostra modifica si riteneva necessario rimandare la fissazione della data ad una fase successiva, dopo aver informato adeguatamente la popolazione in merito alla fusione.

  1. Nuova giunta

La delibera Marchetti-Locatelli prevede di riservare due posti nella nuova giunta a una “rappresentanza della singola comunità di origine in seno alla Giunta del nuovo Comune, che a tal fine sarà aumentata sino a 10 membri compreso il Sindaco”.  Ritenendo che la rappresentanza della comunità caminese non si esprima attraverso l’ampliamento della Giunta, bensì attraverso l’ampliamento del Consiglio, e che la Giunta debba essere liberamente individuata dal Sindaco in base alle competenze e non alla provenienza territoriale degli assessori, la nostra modifica non prevedeva l’assegnazione di “quote”. Questo anche perché chi siede in Giunta deve rappresentare le esigenze di tutti e non solo di parte del territorio.

  1. Bonus regionale

La delibera Marchetti-Locatelli prevede che spetti al Sindaco di Codroipo, in concerto con il Sindaco di Camino, di dare indicazioni rispetto sia alle risorse destinate alla campagna informativa per il Referendum (circa 250 mila euro), sia alle risorse che saranno assegnate nei primi 5 anni al nuovo comune fuso per lavori ed opere che rafforzino la fusione. Con la nostra modifica prevedevamo che per entrambi questi passaggi i Sindaci dei due comuni portassero all’attenzione dei rispettivi Consigli comunali queste scelte, al fine di dare spiegazioni sulle scelte a tutta la cittadinanza. L’aver respinto questa modifica comporterà un indebolimento delle prerogative di indirizzo dei Consigli comunali, e la possibilità per il Sindaco di dare indicazioni in maniera del tutto arbitraria riguardo a queste risorse.

 

Come si può leggere da queste proposte, l’interesse principale del circolo del PD di Codroipo-Camino non è quello di ostacolare il percorso di fusione, bensì di correggerlo in modo tale che le evidenti lacune che presenta sotto il profilo della partecipazione democratica e della condivisione con la cittadinanza fossero sanate. Le nostre richieste aumentavano la trasparenza degli atti collegati alla fusione e cercavano di riparare il danno causato dall’amministrazione Marchetti rispetto alla mancata informazione della popolazione. Dalle dichiarazioni del sindaco Marchetti si evince che questi emendamenti sono stati respinti perché se approvati avrebbero rallentato i tempi per la fusione (la nuova delibera modificata avrebbe dovuto essere approvata anche dal consiglio di Camino con il rischio di superare il 24 febbraio, termine entro il quale i comuni che vanno al voto entro l’anno, come Codroipo, devono presentare la domanda di fusione, altrimenti si procede prima con le elezioni amministrative e poi con la fusione).

Insomma la fretta di mandare in porto questa fusione è stata fino all’ultimo la caratteristica di questo processo, al punto da evitare le richieste di chiarimenti su quanto accaduto al consiglio di mercoledì 27, i motivi del suo rinvio e la visione dei verbali della seduta dei capigruppo, che vi era stata in quella serata per superare l’impasse che si era generato per via delle difficoltà del segretario comunale nel svolgere le sue mansioni. Una velocità estrema, che aumenta i nostri sospetti riguardo i reali obiettivi della giunta Marchetti su questa fusione: è stata così insistentemente voluta per il bene di Codroipo e Camino o per un tornaconto politico-elettorale del partito Marchetti-Locatelli?

 

 

Nicolò Berti, segretario PD Codroipo

I nostri dubbi dopo la seduta di ieri sera

Dopo la seduta tragicomica di ieri sera (27 febbraio) del Consiglio comunale di Codroipo viene da chiedersi fino a che punto il sindaco Marchetti è determinato a spingere sull’acceleratore di questa fusione.

In base alle dichiarazioni di questa mattina sullo stato di salute del segretario comunale, è cosi determinato al punto da non accorgersi prima delle evidenti difficoltà che il dirigente pubblico ha nello svolgere le proprie funzioni.

E’ così determinato al punto da convocare, durante la sospensione della seduta, il  segretario comunale di un comune limitrofo affinché prenda il posto del suo collega codroipese (una procedura di cui non siamo sicuri fosse del tutto legale se fosse stata completata).

Perché, se si rimanda la seduta per dare più tempo ai consiglieri di dibattere sull’argomento (come ha dichiarato il sindaco ieri sera alla stampa), non si è rimandata di una settimana invece che di un solo giorno?

Perché insistere a tutti i costi nel proseguo di un’iniziativa che poteva essere una grande occasione per Codroipo, e che invece si è trasformata (in seguito anche alle voci che sono trapelate sulla stampa e sui social network sulle presunte “reali” condizioni del segretario comunale) in un qualcosa di imbarazzante e surreale per la seconda città più grande del Friuli?

Insomma dei dubbi che avevamo già sollevato prima di questa seduta e che con oggi non possono più essere ignorati. Questa sera ascolteremo con molta attenzione le dichiarazioni del sindaco, perché una risposta è dovuta, in particolare alla cittadinanza che ieri sera affollava la sala del Consiglio e che con molta attenzione (e imbarazzo) sta seguendo l’ennesimo teatrino messo in scena da questa giunta.

 

 

Nicolò Berti, segretario PD Codroipo